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IN CROAZIA DA CLANDESTINI (di:S.S.)
ovvero: la prossima volta occhio ai documenti!

Siamo a Caorle, nell'est veneziano. Mattina di settembre. Arrivano i miei ospiti che hanno una settimana da spendere in una bella crociera nella Croazia del nord. Ci attende un meraviglioso Doufur 40' seminuovo e attrezzato quasi da regata.

Il programma prevede la traversata verso Novigrad (Cittanova): 33miglia, rotta 110°. Però c'è bora, tanta bora. Proprio tanta. E così la giornata trascorre pigramente. Ne guadagnano i locali della ridente cittadina che ricevono tutti la nostra visita.

La mattina dopo ci svegliamo e c'è bora, tanta bora. Come ieri. Però non ne possiamo più. Resistiamo fino a mezzogiorno, quando sembra un po' calare e decidiamo: si salpa. Bolina al limite dell'angolo morto, falchetta in acqua, anzi sott'acqua, lavati dalla testa ai piedi. E qualche stomaco appeso al pulpito. Fuori dal capo di Lignano le cose peggiorano, come previsto. Gli stomaci appesi fuori bordo aumentano di numero e la VMG (velocità sulla rotta) cala. Viratona e si torna a Caorle filando al lasco a 8,5 nodi. Nuovo giro dei locali.

La mattina dopo le cose vanno meglio: c'è sempre bora ma sui 20 nodi. Non si fila gran che, ci si lava ancora, si salta il pranzo, ma si traversa l'Adriatico. Arriviamo a Novigrad verso sera stanchi e un po' infreddoliti. Ma arriviamo!

E come ogni volta ci tocca la penitenza: far dogana. Con uno dei miei ospiti, documenti e cartacce, raggiungiamo a piedi il posto di polizia. Compiliamo i soliti moduli e diamo il tutto all'addetto di turno: un gigante per niente buono e poco rassicurante. Noi fuori e zitti (guai a fiatare) e lui nella sua garitta che scrive, scrive, stampa, scrive, spinge tasti, a ancora stampa e scrive. Non finisce mai! Comincio a preoccuparmi. Ho fatto centinaia di dogane ma non avevo mai visto scrivere tanto. Finalmente, estraendo fiero un foglio dalla stampante, il gigante alza lo sguardo e mugugna truce: "chi è questo Gianni X"? Caso vuole che fosse il mio accompagnatore. "Lui" gli rispondo. "Bene, questo è il suo foglio di via, non ha i documenti validi e adesso ve ne tornate immediatamente in Italia. E guai a chi scende!" sentenzia e riabbasa lo sguardo fulminante.

Trasecolo e cerco di chiedergli qual'è il problema. "Carta identità scaduta (due mesi n.d.a.) e adesso tornare immediatamente Italia" in un italiano che ad ogni parola si croatizza sempre più. Il mio ospite comincia ad innervosirsi e ho serie difficoltà a tenerlo calmo; ma devo: so cosa rischia se dicesse al gigante una parola sbagliata! E poi ho bisogno di aprire una trattativa.

Siamo tutti stanchi, fa freddo, fuori c'è ancora bora, fra un'ora è buio. Io indietro non ci torno! Assumo un fare serio, da comandante navigato, e dico al gigante: "non siamo in condizioni di riprendere il mare in sicurezza, c'è onda, vento e non siamo in condizioni di navigare col buio". "Affari vostri, no documenti, no Croazia" è la risposta. Il mio sguardo si fa ancor più profondo e professionale: "da comandante non ritengo che vi siano le condizioni di sicurezza per prendere il mare. Se crede, lei mi faccia un ordine scritto di salpare assumendosene la responsabilità, conscio che io non sono d'accordo".

L'uomo capisce che ha di fronte un osso duro, mugugna ancora un po' poi si appende al telefono, in Croato, per un buon quarto d'ora. Mi ordina di attendere un dirigente che arriverà presto. Arriverà mezz'ora dopo. E tutto ricomincia come prima, mutatis mutandis: "No documenti, no Croazia", "da comandante non ritengo che vi siano le condizioni..." e avanti così.

Alla fine anche lui si attacca al telefono, in croato incavolato. Non capisco niente, naturalmente, ma deduco che chieda disposizioni più in alto. E le ottiene: "Voi fermate la notte al molo extradoganale, noi sorvegliare, nessuno scende, domani ore sette voi andare Italia". Inopportuno discutere oltre; e comunque poteva andare peggio. A bordo salami, formaggi e 25 litri di vino. All'una, ciucchi traditi, tutti in cabina. Sul molo il piantone (armato) che controlla: "nessuno scendere..."

Se andate in Croazia, controllate i documenti prima di partire. Ve lo consiglio...

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